Home TraccesentieriEscursioni TraccesentieriGallery TraccesentieriMateriali TraccesentieriLink TraccesentieriContatti Traccesentieri

 
  Alpi Carniche
  Carta 1:25.000 Foglio 09

 

Disl. 1100 Mt. –  Min  900 ; Max  2000
6 1/2 - 7 h
  Difficile
 

Gamspitz – Crete del Mezzodi – Creta di Timau – Creta di Collina – Monte Paularo – Alpi Giulie

  Pizzeria trattoria La Torate – www.latorate.it
 

Oltrepassato l’abitato di Paluzza si arriva in localita’ Laipacco e si seguono le indicazioni per il Bosco Bandito

Arrivando dalla Statale 526, poco prima di Timau, svolteremo a destra all'altezza di Laipacco per imboccare la carrareccia che s'infila nel bosco, primo "ambiente" della nostra gita. Per rendere più corto il nostro giro, dovremo affidarci alla buona tenuta su neve e ghiaccio mista a sassi della nostra auto. La strada che s'infila all'interno del bosco,infatti, ha come manto stradale questi elementi in inverno. Quando e se il nostro mezzo avrà difficoltà ad avanzare, dovremo trovare parcheggio lungo il ciglio e proseguire a piedi. Oggettivamente il percorso all'interno del bosco è lungo (all'incirca 8 km) ed un pò noioso,nonchè gelato, per colpa dell'ombra cui è costretto per gran parte della giornata. A piedi, possiamo comunque tagliare il percorso ricco di tornanti, seguendo il sentiero CAI n.ro 403, un pò faticoso certo, ma sicuramente utile.
Già arrivati in Malga Pramosio (chiuso durante la stagione fredda, ma dotata di un comodo e riscaldabile ricovero),possiamo ammirare la vista sulla valle dov'è posta Timau, con la cornice della Creta omonima che contribuisce a rendere la vallata piuttosto gelida durante l'inverno.
Da qui iniziamo la nostra escursione corroborata dai raggi del sole che scaldano il tragitto. Il percorso è tutto su carrareccia larga, ma per colpa del vento che sferza spesso, la traccia della camminata non è poi così immediata. Fare quindi attenzione a seguire i possibili segnavia scoperti dalla neve aiutandosi ad orientarsi con carta topografica e bussola. Il tragitto calca una parte della traversaa carnica, ovvero itinerario tra Italia e Austria, dalle Dolomiti orientali attraverso le Alpi dell'Alto Adige, del Comelico e della Carnia che ripercorre le montagne teatro degli scontri durante la Grande Guerra.
La camminata è piacevole e non faticosa,molto premiante per la vista. Il vento contribuisce a trasformare la neve in sculture particolarmente bizzarre quanto meravigliose.
Dopo un primo tratto di leggera salita, ci dobbiamo impegnare un pò per superare una rampa un pò più ripida, che ci porta ad un bivio che dobbiamo prendere a destra. A sinistra infatti, e molto ben in vista, a 1619 Mt., c'è il Rifugio Morgante (chiuso d'inverno). Rifiatato un poco,
c'imbattiamo in un'altra breve rampa che porta però ben presto ad un tratto di strada che lambisce il fianco del monte e che procede molto più dolcemente. Da qui la direzione del nostro passo è facilmente intuibile,nonostante il lavoro di accumulo del vento.
Arriviamo all'ultimo tratto di percorso, forse il più faticoso. Procedere poi con cautela, data la sua esposizione  e l'inclinazione della parete soprastante.
Tutto il tragitto è comunque potenzialmente pericoloso per le valanghe, quindi prima di cimentarsi, vi raccomandiamo particolare attenzione alle previsioni nivo-meteorologiche.
Un'ultimo sforzo ci porta all'ingresso della grande conca che ospita, a 1940 Mt, il lago di Avostanis,ghiacciato e  completamente nascosto dal manto nevoso. Sulla desta si trova il Ricovero Casera Pramosio Alta, sempre aperto. Da qui merita sicuramente continuare l'esplorazione di Cima Avostanis per ammirare dall'alto la bellezza della cornice montuosa che protegge il lago, nonchè la vista spettacolare di cime quali Creta di Timau, il Pal Grande, le cime austriache del Polinik, del Koderhohe e del Koderkopf.
CURIOSITA’ : Dichiarato monumento naturale del Friuli-Venezia-Giulia per il suo pregio naturalistico e il suo interesse storico, il Bosco Bandito è composto da esemplari di faggi tra i più imponenti e antichi dell'intera regione. A salvaguardarlo per prima, fin dal '500, è stata la Repubblica di Venezia, che ne aveva proibito il taglio indiscriminato e lo aveva bandito, cioè requisito, per ricavarne gli alberi necessari alla costruzione delle sue navi (Tratto dal sito www.carnia.it).